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Gli indicatori Forex

Se si parla di indicatori, i primi tre che sicuramente vengono in mente ad ogni trader, i più usati e sfruttati, sono il Momentum, l’EMA e l’RSI. Questi tre indicatori (insieme a tutti gli altri) servono per permettere un’analisi di mercato più approfondita e precisa, in modo da anticipare le tendenze di mercato attraverso i segnali che ci inviano.

Il Momentum è un indicatore di oscillazione del mercato. E uno dei più “antichi” ed è molto semplice da usare. Essenzialmente ciò che permette di fare è capire se il mercato sia in una situazione di ipercomprato o ipervenduto.

L’EMA, ovvero la media mobile esponenziale, viene usato in tutti i mercati finanziari, non ultimo il Forex. E’ una versione moderna del SMA, la media mobile semplice, troppo lenta per calcolare i tempi dei movimenti dei prezzi recenti di mercato.

L’RSI, il Relative Strenght Index, è un altro degli indicatori più diffusi, concepito per risolvere dei problemi riguardanti il tempo, come per esempio il problema delle trend line che diventavano irregolari a causa di cambiamenti del mercato. In poche parole, l’RSI serve per misurare ampiezza e velocità dei prezzi.

Indicatori Forex: come utilizzarli

Gli indicatori tecnici sono strumenti di supporto molto utilizzati dai trader per comprendere meglio l’analisi di un determinato mercato, ma spesso con essi si può incorrere in alcuni errori. Il primo di questi errori è utilizzare troppi indicatori. Molti pensano, evidentemente, che più indicatori si utilizzano e migliore saranno i segnali di trading generati su cui lavorare ma troppo spesso in realtà troppi indicatori creano troppi segnali contrastanti, che creano confusione, fanno nascere molti dubbi e non permettono un’analisi precisa.

E’preferibile, pertanto, concentrare la propria attenzione su pochi indicatori ma mirati, andando anche a considerare la loro compatibilità in modo che vi sia anche possibilità di costruire un sistema di scambio su di essi.

Piuttosto che utilizzarne molti, è molto meglio scegliere quelli giusti quindi, ma anche andare a modificare
le impostazioni, senza lasciare quelle predefinite. In tal modo si possono potenziare molti indicatori e il risultato nella rilevazione dei segnali sarà migliore. Inoltre la possibilità di impostarli a proprio piacimento permette di adattarli alla propria strategia di trading.
Sperimentare, in fondo, non costa nulla. Gli indicatori tecnici si possono utilizzare su qualsiasi periodo di tempo, ma funzioneranno meglio su tempi lunghi, in quanto spesso i grafici eliminano molti falsi movimenti che invece compaiono sull’analisi a breve termine a causa della volatilità dei prezzi. Facendo il punto, risulta chiaro che sarà meglio non utilizzare troppi indicatori perché altrimenti si avrebbero segnali in conflitto e falsi segnali.

Il MACD: un indicatore molto amato

Il MACD (Moving Average Convergence Divergence) è uno degli strumenti più utilizzati dai trader per avere ben presente i segnali di trading dai grafici e per sapere utilizzare al meglio le medie mobili. E’ capace di tracciare una media mobile a 26 giorni ed una media mobile esponenziale a 12, così come una media mobile di 9 giorni utilizzata generalmente come linea di innesco, linea che viene posta come confine per capire quando si hanno segnali rialzisti (MACD sopra di essa) o ribassisti (MACD sotto di essa).

Viene utilizzato per trovare le divergenze tra i prezzi e l’indicatore tecnico che possano permettere di individuare un’inversione di tendenza. Laddove una tendenza rialzista inizia ad avere segnali di cedimento e il MACD supporta questa possibilità con segnali negativi potrebbe essere l’ora di vendere, viceversa, se il MACD supporta segnali di rialzo in una tendenza ribassista si potrebbe pensare di comprare. I ritracciamenti di Fibonacci invece vengono utilizzati per trovare dei punti di inversione, essendo applicabili ad un’analisi tecnica. I prezzi, dopo un preciso movimento, vanno a ritracciare una certa quota rispetto a quello che era il movimento originario. Attraverso questi ritracciamenti appunto, noi possiamo anticipare l’inversione, perché determinano dei supporti e delle resistenze che si verificano in prossimità degli stessi. La sequenza più comunemente usata nei mercati è 23.6%, 38.2%, 50%, 61.8%. Questi livelli di ritracciamento si possono ottenere tracciando una trend line da un punto elevato fino a un punto minimo. Nello spazio fra questi due punti andremo a calcolare i rapporti percentuali di prima per avere i pullbacks voluti.

Macd: i suoi vantaggi

Parliamo ora dell’istogramma del MACD. Questo strumento ha una qualità fondamentale: riesce ad anticipare i segnali MACD. Infatti le divergenze appaiono prima su di esso, permettendo così ai trader di sapere quando sta per avvenire un cambiamento di tendenza e di prepararsi ad esso.

Può essere usato su grafici con time frame giornaliero, settimanale o mensile. Per impostare delle strategie si utilizza questa modalità: prima si carpisce la tendenza di fondo utilizzando time frame settimanali, poi si utilizzano time frame giornalieri per sapere perfettamente quando dover entrare e uscire da quel trend. In questo modo avremo un vantaggio.

Quando si utilizza il time frame settimanale si può anche generare un segnale di lungo termine per stabilire quando un trend è negoziabile, e solo a breve termine i segnali che vanno di pari passo con la tendenza dominante devono essere considerati.

Le stesse divergenze possono essere utilizzate per individuare un’inversione di tendenza. Ad esempio, se la tendenza a lungo termine è rialzista e abbiamo una divergenza negativa con crossover ribassista potrebbe significare che sta per avvenite un’inversione. Se al contrario la tendenza è al ribasso, l’inversione ci potrebbe essere laddove la divergenza fosse positiva con crossover rialzista.

In questo modo l’istogramma del MACD usato con il MACD stesso ci da la possibilità di intuire i cambiamenti di mercato che potrebbero permetterci di avere un vantaggio e guadagnare di più attraverso di esso. Fondamentale è capire, sempre attraverso l’istogramma, quando entrare e uscire da quel mercato.

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