Il calendario economico: cos’è e come utilizzarlo

Il calendario economico è un calendario in cui vengono riportati gli eventi di cronaca politici e socio-economici in grado di modificare le performances dell’economia di interi continenti o addirittura dei paesi di tutto il mondo.

Le politiche e gli avvenimenti che accadono nella sfera politico-economica di alcuni paesi dunque influenzano non solo il nostro modo di vivere ma anche degli investimenti e dei commerci. Ad esempio, i dati economici provenienti dagli Stati Uniti rivestono una grande importanza perchè la quotazione a livello globale di quasi tutte le materie prime avviene usando il prezzo in dollari USA. Questo significa che tutte le esportazioni e importazioni di beni e servizi condotte da un paese subiranno l’influenza delle variazioni di prezzo del dollaro USA.

Naturalmente oltre agli USA esiste anche un gruppo di paesi potenti che si impongono nell’economia mondiale. Il calendario economico dunque è stato concepito per raccogliere e diffondere, in un documento facilmente interpretabile, gli eventi che accadono in questi paesi e che sono destinati a plasmare l’economia globale.

Il calendario economico: come funziona

Gli eventi pubblicati nel calendario economico finiranno per provocare effetti sul tasso di cambio della valuta dei paesi creatori dell’evento (ossia il prezzo del denaro), ma non solo. A subirne l’influenza sarà anche la valuta di altri paesi che risultano in qualche modo legati all’economia dei paesi creatori dell’evento, ed anche le valute che sono accoppiate con quelle di questi paesi (pair di valute) nel mercato del forex. Per questi motivi il calendario economico viene seguito con estrema attenzione non solo dagli operatori del mercato forex, ma anche da quelli di altri mercati finanziari.

Il calendario economico è utile per il trader perchè fornisce una serie di importanti informazioni tra cui:

1) Il paese da cui arriva la notizia e la sua valuta. Per indicare la moneta viene usata la sigla internazionalmente accettata (USD per il dollaro USA, JPY per lo yen giapponese, EUR per l’euro, ecc…).

2) La data e l’ora in cui la notizia avrà effetto sul mercato. L’orario del comunicato stampa può essere impostato dall’operatore secondo le proprie preferenze scegliendo tra l’ora locale, GMT o EST (East Coast Time degli Stati Uniti)

3) Il titolo della notizia

4) Un indice relativo alla volatilità attesa, ossia il grado di impatto che la notizia potrà avere sul mercato. Il formato di visualizzazione della volatilità è diverso da una piattaforma all’altra, alcune usano i colori giallo, arancio e rosso per l’impatto a livello basso, medio, alto, rispettivamente). Di solito si usa un numero crescente di stelline oppure di punti esclamativi. Naturalmente i trader si concentrano maggiormente sulle notizie ad alto livello di impatto.

Pertanto,imparare ad usare il calendario economico è uno dei segreti per ottenere successi nel forex trading.

L’impatto delle news economiche nel Forex

Un investitore, dunque, deve avere sempre lo sguardo rivolto a quello che accade nell’economia reale e, soprattutto, alle news in campo economico. Quando una figura autorevole espone le sue idee, quando annuncia un provvedimento o quando pubblica un dato, qualcosa nel Forex è pronto a muoversi.

Ci sono notizie che in particolare è necessario conoscere e che, quindi, hanno un impatto molto forte sul Foreign Exchange Market. Sono quelle che si riferiscono ai seguenti market mover:

  • decisioni sui tassi di riferimento;
  • inflazione;
  • disoccupazione;
  • produzione industriale;
  • bilanci
  • andamento del settore industriale e manifatturiero

Da questa lista, poi, è possibile ricavare la classifica di market mover:

  • disoccupazione;
  • decisioni sui tassi di riferimento;
  • inflazione.

L’impatto ha una doppia natura. Una che è fisiologica, ossia dettata dalle correlazioni tra i market mover e le dinamiche delle valute, e un’altra che è psicologica, ossia determinata dalla reazione degli investitori soprattutto dal punto di vista emotivo.

Il rapporto tra inflazione e Forex è intuibile. Quando una moneta si svaluta gli investitori se ne sbarazzano: tra qualche tempo potrebbe valere ancora di meno, causando così l’erosione del capitale. Dal punto di vista psicologico, quando vengono comunicati i dati sull’inflazione, e questi dati sono pessimi (es. a doppia cifra) si può verificare un effetto psicosi, in cui gli investitori vendono “più del necessario”.Il rapporto tra i tassi di riferimento e il Forex è data dal fatto che più i tassi sono bassi, più moneta ci sarà in circolo e, di conseguenza, più alte sono sono le probabilità di avere una svalutazione. Si tratta di un processo in genere molto controllabile, sicché la variazione non è mai elevata.Infine, la disoccupazione. Questo dato riflette lo stato di salute di un paese. Più un paese è forte più è forte la sua valuta. Per questo, in assenza di altri fattori importanti, a una bassa occupazione corrisponde una moneta forte e viceversa.

L’importanza dei tassi di interesse americani

Nel forex, il concetto di market mover è importantissimo. Per market mover si intende un evento economico in grado di influire sul mercato valutario e orientare i movimenti dei trader. Ovviamente, esiste market mover e market mover. I più importanti sono quelli americani ed europei e tra questi spiccano i tassi di interesse americani.

La leva dei tassi di interesse rappresenta infatti uno strumento che la Fed (come qualsiasi altra banca centrale) utilizza per realizzare la politica monetaria desiderata. Si tratta dunque di un qualcosa in grado di “muovere molto denaro”. Le novità sui tassi di interesse vengono generalmente pubblicati in occasione dell‘FOMC Statement, ossia la conferenza stampa dedicata.

Questa viene organizzata circa otto volte in un anno e si svolge in corrispondenze delle ore 20 italiane, quindi abbastanza “fuori orario” rispetto ai picchi che si registrano nel forex, probabilmente per non generare un caos eccessivo negli investitori.

Ma come le decisione circa i tassi di interesse influisce sul forex? Generalmente, quando la Fed alza i tassi di interesse, gli investitori tendono ad acquistare una moneta, sicché questa si apprezza. Quando la Fed, di contro, abbassa i tassi di interesse, gli investitori la vendono e questa si svaluta.

Questa considerazione vale soprattutto in una situazione di mercato “tranquillo”, quindi senza una recessione o altre gravi distorsioni alle spalle. Una situazione che, questo è chiaro, il mondo non vive in questo preciso momento. Non è un caso che l’euro, nonostante il clamoroso abbassamento dei tassi di interesse deciso da Draghi, tenda a rivalutarsi. Occorre, dunque, analizzare anche altri market mover – che siano però ancorati all’economia reale.

 

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