La gestione del capitale di trading: il money management

Il significato di Money Management non è difficile da intuire. La sua definizione coincide sostanzialmente con la traduzione letterale dall’inglese: gestione del denaro.

Si definisce Money Management quell’insieme di tecniche che permette una gestione del denaro tale da massimizzare i profitti e contenere le perdite. Lo spettro di applicazioni è ampio e va dall’ ambito lavorativo fino, appunto, a quello del trading.In quest’ultimo caso, però, il concetto di gestione del denaro coincide, o come minimo si sovrappone, al concetto di gestione del rischio. Questo perché il rischio è l’elemento preponderante quando si investono dei soldi.

Gestione del denaro e gestione del rischio si legano solo quando il rischio è calcolato. Senza calcolo del rischio – che è sostanzialmente un calcolo delle probabilità – non esiste Money Management.

Il Money Management è dunque il requisito essenziale per la redazione della strategia. Questa non può prescindere da un ragionamento quanto più preciso sugli obiettivi, e ciò a sua volta non può prescindere dalle tecniche di gestione del denaro.

L’aspetto più singolare e, allo stesso tempo, più rassicurante, è rappresentato dal fatto che il Money Management è un qualcosa di “matematico”. Esiste proprio una formula utile alla comprensione del rischio e, di conseguenza, all’applicazione delle tecniche di gestione del denaro.

Ecco come si procede.

Il trader stabilisce la quantità di risorse finanziarie potenzialmente sacrificabili. Molto intuitivamente, si decide quanto denaro si è disposti “al massimo” a perdere.

Il trader stabilisce la media delle vincite e delle perdite delle future posizioni che aprirà. In base ai numeri della fase precedente, si decide in estrema sintesi le dimensioni dell’investimento.

Il trader calcola le aspettative. Banalmente, il rischio a cui il trader si espone. Si tratta di una formula matematica:

Aspettativa = (Probabilità  di successo del sistema di Trading X Media delle vincite) – (Probabilità  di insuccesso del sistema di Trading X Media delle perdite).

Ecco un esempio. Poniamo che le probabilità di successo nel forex siano del 15% e che tanto la media delle vincite che delle perdite siano di 300 euro.

(0,15 x 300) – (0,85 x 300) = 45 – 255 = – 215.

E’ evidente, come in questo caso, il programma di money management sia molto aggressivo (e quindi pericoloso).

Proviamo, adesso, a diminuire la media delle perdite stabilendola a 40 euro. Ovviamente, il trader dovrà evitare di aprire posizioni che presuppongano una possibile perdita in grado di discostarsi da questa media.

(0,15 x 300) – (0,85 x 40) = 45 – 34 = 11.

Il risultato è matematicamente positivo, quindi si può parlare di un programma prudente.

La psicologia dietro al money management

Come abbiamo visto, il Money Management è una tecnica basata su un approccio il più possibile scientifico.

Affinché renda al massimo, qualsiasi programma di gestione denaro (e del rischio) non può prescindere dal sostegno di una disciplina più umanistica, che con i numeri ha poco a che fare: la psicologia.

Questo perché gestire investimenti provoca stress considerevoli, e quindi senza una dovuta preparazione “psicologica” nessun programma, per quanto stilato bene, potrà essere applicato.

L’approccio psicologico si fonda, ad esempio, sulla consapevolezza che il trader può permettersi di perdere il denaro investito, soprattutto se ha realizzato la “fase uno” correttamente.

Un’altra tecnica è quella di prendersi delle pause. Può sembrare un consiglio scontato, ma non lo è. Quando il trader perde, subentra lo spirito dello scommettitore (foriero di guai) che sottrae ulteriormente la lucidità e spinge ad azioni sconsiderati. A quel punto è necessario alzarsi dalla scrivania e staccare fino al completo recupero della propria lucidità emotiva.

Mai rischiare troppo

Appare fin troppo chiaro anche a chi ha una minima dimestichezza con il Forex che effettuare un trading impiegando fin da subito una percentuale molto elevata del proprio capitale (20% o più) rappresenta un buon viatico per disaffezionarsi con rapidità al mondo del Forex: è infatti sufficiente incappare in una serie ristretta di risultati negativi per “bruciare” l’intero capitale destinato all’impiego sui mercati valutari. Di contro, una eventuale e fortunosa vincita, potrebbe aprire il pericoloso retropensiero che, in fondo, guadagnare sul Forex è molto semplice (con conseguente investimento ancora più significativo nel “turno” che seguirà”.

In realtà, il trader professionista opera sul Forex con una piccola parte del proprio patrimonio, su una singola operazione. Guai a pensare che “più si investe, più si vince”: il Forex è un mercato nel quale è possibile ottenere importanti vittorie anche con poche somme… dunque, perché rischiare inutilmente una parte ingente del proprio patrimonio?

Stabilito quanto precede, una piccola regola di buon comportamento prevede che non si debba mai investire più del 2-3% del capitale in qualsiasi operazione (meglio ancora se la percentuale di impiego è limitata all’1%). In altri termini, mettendo a disposizione degli investimenti sul Forex un capitale di 10 mila euro, significa che il taglio dell’operazione dovrebbe essere di 100 euro (1%) o 200 euro (2%).

Money management: meglio pensarci su

Riflettete attentamente su questo punto: si tratta di uno dei perni fondamentali del money management ma, purtroppo, anche uno di quelli meno proficuamente trattati. Investire con piccoli tagli vi permetterà di elaborare una piena strategia di medio lungo termine e, soprattutto, di porvi al riparo dalle sconfitte, anche in rapida sequenza.